Chatbot o agente: qual è la differenza?
Il chatbot: risponde
Un chatbot è quello che conosci già: scrivi una domanda, ricevi una risposta. ChatGPT, Claude e Gemini, usati nella loro forma più semplice, sono chatbot. Possono scrivere un’email, riassumere un documento, spiegarti un concetto.
Ma alla fine sei sempre tu che fai qualcosa con quella risposta: la copi, la incolli, la mandi, la salvi.
L’agente: agisce
Un agente fa un passo in più. Non riceve una domanda, riceve un obiettivo. Poi lavora in un ciclo:
- decide il prossimo passo;
- usa uno strumento per farlo, per esempio cercare sul web, leggere un file, scrivere un’email, aggiornare un foglio;
- guarda il risultato;
- decide il passo successivo, finché l’obiettivo non è raggiunto.
Il modello linguistico è lo stesso. Cambia il fatto che ha le mani: strumenti collegati che gli permettono di agire nel mondo invece di limitarsi a scrivere.
Un esempio concreto
Obiettivo: «Organizza una riunione con Marco e Giulia la prossima settimana».
- Un chatbot ti scrive un’email da mandare a Marco e Giulia per chiedere la disponibilità.
- Un agente controlla il tuo calendario, trova tre orari liberi, scrive a Marco e Giulia, legge le risposte, sceglie l’orario che va bene a tutti e crea l’invito.
Stesso risultato, ma nel secondo caso tu non hai fatto niente.
Cosa possono fare oggi gli agenti
Gli agenti si stanno diffondendo velocemente. Già oggi possono, a seconda degli strumenti collegati:
- fare ricerche sul web e mettere insieme i risultati;
- leggere e scrivere file e documenti;
- gestire email e calendario;
- compilare moduli e usare siti web;
- lavorare su dati e fogli di calcolo.
Funzionano molto bene su compiti chiari e ripetibili. Fanno più fatica su compiti lunghi, vaghi o pieni di eccezioni.
I rischi
Più autonomia significa anche più modi di sbagliare.
- Errori a catena. Un errore al terzo passo si porta dietro tutti i passi successivi.
- Azioni difficili da annullare. Un’email mandata, un file cancellato, un ordine confermato.
- Accessi troppo ampi. Un agente con accesso a tutta la posta e a tutti i documenti è comodo, ma è anche un rischio.
- Le allucinazioni, di cui parliamo nella guida su perché l’AI sbaglia, qui non restano sullo schermo: diventano azioni.
Come usarli in sicurezza
- Permessi minimi. Dagli accesso solo a quello che serve per quel compito.
- Conferma prima delle azioni importanti. Inviare, pagare, cancellare: l’ultima parola resta a una persona.
- Registro delle azioni. Devi poter vedere cosa ha fatto e quando.
- Parti da compiti piccoli e a basso rischio, poi allarga.
E le automazioni?
Un’automazione classica segue sempre gli stessi passi, decisi da chi l’ha costruita. Un agente decide i passi da solo. Nella pratica le soluzioni migliori spesso mescolano le due cose: un flusso fisso e affidabile, con l’AI che interviene solo dove serve leggere o scrivere testo. Lo spieghiamo nella guida su come funziona un flusso.
In pratica: cosa fare oggi in 5 minuti
- Pensa a un compito che ti prende 20 minuti e scrivi i passi che fai: sono le azioni che un agente dovrebbe eseguire.
- Per ogni passo, chiediti: se la macchina sbaglia qui, è grave?
- Se provi un agente, dagli all'inizio solo permessi di lettura.
20 lavori che la tua azienda non dovrebbe più fare a mano
La lista che usiamo nelle analisi: per ogni lavoro, quanto tempo fa perdere e come si automatizza.