Come scrivere un prompt che funziona
Il problema dei prompt da una riga
«Scrivimi un’email per un cliente.»
L’AI ti risponderà con un’email. Probabilmente formale, generica, un po’ piatta. Non perché non sia capace, ma perché non sa niente: chi è il cliente, cosa è successo, cosa vuoi ottenere.
Ricorda come funziona un modello linguistico: sceglie le parole più probabili in base a quello che ha davanti. Se ha davanti una riga, sceglie le parole più probabili per un’email qualsiasi. Il risultato è un’email qualsiasi.
La regola d’oro è semplice: scrivi il prompt come se parlassi a un collega bravo ma appena arrivato. Intelligente, veloce, ma che non sa niente della tua azienda né della situazione.
I 4 ingredienti
1. Contesto: la situazione
Chi sei, chi è il destinatario, cosa è successo prima. Bastano due o tre frasi.
2. Compito: cosa deve fare, esattamente
Non «scrivi un’email», ma «scrivi un’email che chieda al cliente di confermare la data di consegna entro venerdì».
3. Esempio: com’è un buon risultato
Se hai un’email scritta da te che ti piace, incollala e scrivi «usa questo tono». Un esempio vale più di dieci aggettivi.
4. Formato: come vuoi la risposta
Lunghezza, struttura, elenco o testo, tono. «Massimo 5 righe, tono cordiale ma diretto, niente formule tipo “Spero che questa email la trovi bene”.»
Prima e dopo
Ecco lo stesso compito, scritto in due modi.
Prima:
Scrivimi un'email per un cliente per il ritardo.
Dopo:
Lavoro in un'azienda che produce arredamento su misura.
Il cliente, Marco Rossi, aspetta una cucina per il 15 marzo,
ma un fornitore ci ha consegnato i materiali in ritardo:
la consegna slitta al 29 marzo.
Scrivi un'email per avvisarlo. Deve:
- scusarsi senza esagerare
- spiegare il motivo in una frase
- proporre di chiamarlo per fissare il nuovo giorno di montaggio
Massimo 8 righe. Tono cordiale e diretto, gli diamo del lei.
La seconda versione richiede 40 secondi in più. Ti risparmia 10 minuti di correzioni.
Gli errori più comuni
- Chiedere troppe cose insieme. Se vuoi un riassunto, un’email e una tabella, falli in tre messaggi. Il risultato è migliore in ognuno.
- Aggettivi vaghi. «Professionale», «accattivante», «efficace» vogliono dire cose diverse per ognuno. Meglio un esempio o una regola precisa.
- Ricominciare da capo. Se la risposta non va, non aprire una chat nuova: scrivi «troppo lunga, togli la seconda parte e rendi l’inizio più diretto». L’AI ha ancora tutto il contesto e migliora a ogni giro.
- Fidarsi dei fatti senza controllarli. Un prompt perfetto non elimina le allucinazioni. Numeri, date e citazioni vanno sempre verificati.
Un trucco che funziona quasi sempre
Alla fine del prompt aggiungi:
Prima di rispondere, fammi le domande che ti servono
per fare un lavoro perfetto.
L’AI ti chiederà le informazioni che mancano. Rispondi, e otterrai una risposta su misura. È il modo più rapido per scoprire che contesto ti eri dimenticato di dare.
Costruisci la tua libreria
Quando un prompt funziona bene, salvalo. Una nota sul telefono, un documento condiviso col team, quello che preferisci. Dopo un mese avrai una decina di prompt collaudati per i lavori che fai sempre, e ogni volta ti basterà cambiare i dettagli.
Se vuoi partire con qualcosa di pronto, nella risorsa qui sotto trovi i 10 prompt che usiamo più spesso in ufficio.
In pratica: cosa fare oggi in 5 minuti
- Prendi l'ultima email che hai scritto con l'AI e riscrivi la richiesta aggiungendo contesto e formato. Confronta i due risultati.
- Salva in una nota il prompt che ti ha dato il risultato migliore: è il primo mattone della tua libreria.
- Alla prossima risposta deludente, invece di ricominciare, scrivi cosa non ti piace e chiedi di correggere.
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