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Come usare ChatGPT per scrivere email di lavoro

Di Leonardo Regantini3 min di lettura

Perché l’AI è brava con le email

Un’email di lavoro ha quasi sempre la stessa struttura: un saluto, il motivo per cui scrivi, cosa chiedi, una chiusura. È proprio il tipo di testo che un modello linguistico ha visto milioni di volte, e che quindi sa scrivere bene.

Il problema non è la capacità dell’AI, ma le informazioni che le dai. Un’email efficace dipende da dettagli che solo tu conosci: chi è il destinatario, cosa è successo prima, cosa vuoi ottenere. Ecco cinque situazioni tipiche e come gestirle.

1. Scrivere la prima bozza

Invece di partire dal foglio bianco, descrivi la situazione in poche righe:

Devo scrivere a un fornitore, Marco, con cui lavoriamo da anni.
L'ultimo ordine è arrivato con 5 giorni di ritardo e un nostro
cliente si è lamentato. Voglio fargli presente il problema senza
rovinare il rapporto e chiedergli come evitare che ricapiti.
Tono cordiale ma chiaro, gli diamo del tu, massimo 8 righe.

In trenta secondi hai una bozza da sistemare, non da scrivere.

2. Accorciare un’email troppo lunga

Le email lunghe non le legge nessuno fino in fondo. Incolla il tuo testo e chiedi:

Riscrivi questa email in metà spazio. Tieni tutte le informazioni
importanti e metti la richiesta principale nella prima frase.

Funziona anche al contrario: se un’email ricevuta è chilometrica, chiedi all’AI di dirti in tre punti cosa ti stanno chiedendo.

3. Rispondere a un’email difficile

Lamentele, richieste di sconto, clienti arrabbiati. Sono le email che rimandiamo di più, perché scriverle costa fatica. Qui l’AI è utile soprattutto per togliere l’emotività:

Ho ricevuto questa email da un cliente arrabbiato [incolla].
Ha ragione sul ritardo, ma non sullo sconto che chiede.
Scrivi una risposta che riconosca il problema, si scusi una volta
sola, spieghi cosa faremo e dica con gentilezza che lo sconto
non è possibile. Niente frasi da manuale.

Leggila con calma prima di mandarla: il tono finale deve essere il tuo.

4. Cambiare tono

Hai scritto di getto e il risultato è troppo brusco? O troppo formale per un cliente con cui ti dai del tu? Chiedi semplicemente:

  • «Rendila più cordiale, senza aggiungere frasi inutili.»
  • «Passa dal lei al tu.»
  • «Rendila più formale: è per un ente pubblico.»

5. Scrivere in un’altra lingua

L’AI traduce bene, ma fa di più: adatta il tono alle abitudini del paese. Scrivi l’email in italiano e chiedi di riscriverla in inglese «come la scriverebbe un professionista britannico». Se non conosci bene la lingua, chiedi anche una ritraduzione in italiano per controllare il senso.

Gli errori da evitare

  • Incollare dati che non dovresti. Nomi, indirizzi e dati dei clienti in un chatbot personale sono un rischio. Usa segnaposto come [CLIENTE] e rimetti i dati alla fine. Ne parliamo nella guida su cosa non dare mai all’AI.
  • Fidarsi dei dettagli. L’AI può sbagliare una data o inventare un riferimento. Rileggi sempre i fatti.
  • Email che sembrano scritte da un robot. Se trovi formule come «Spero che questa email la trovi bene», cancellale. Meglio ancora: scrivi nel prompt «niente formule di cortesia generiche».

Il passo successivo

Se ti accorgi che scrivi sempre le stesse risposte, il passo successivo non è un prompt migliore: è un’automazione che prepara le bozze al posto tuo. Lo spieghiamo nella guida su come automatizzare le risposte ai clienti.

In pratica: cosa fare oggi in 5 minuti

  1. Prendi l'email più lunga che devi mandare oggi e chiedi all'AI di dimezzarla senza perdere informazioni.
  2. Salva il prompt per le email difficili: ti servirà alla prossima lamentela.
  3. Prima di inviare, rileggi sempre nomi, date e cifre.
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